Notoriarnente la Puglia è la Mecca dei vini da taglio, una scomoda etichetta per i viticoltori pugliesi che hanno affrontato in questi ultimi anni diffcili problemi di "affrancamento" per affermare l'indiscutibile personalità autonoma dei vini della regione e farli conoscere, nell'interezza dei loro pregi, sul mercato interno e all'estero, dove erano scarsamente conosciuti.
Le ingenti disponibilità di cantina continuano a porre il problema dello smaltimento delle scorte, tuttavia i vini pugliesi odierni, sono abbordabili a tavola senza timore di pesantezze e di alcolicità troppo elevata e alcuni sono anche stati premiati al Vinitaly. I vini bianchi di Castel del Monte, Gravina, Leverano, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, San Severo, per esempio, imbottigliati anonimi e proposti in assaggio anche a un degustatore di professione, possono essere facilmente scambiati per bianchi del Veneto o del Trentino-Alto Adige. I rosati pugliesi, tipo Alezio, Brindisi, Castel del Monte, Leverano, Matino, Orta Nova, Ottavianello di Ostuni, Salice Salentino e San Severo, sono considerati fra i migliori della Penisola. A grandi linee, il vigneto pugliese si suddivide in quattro comparti: la Daunia, la Terra di Bari, il Salento e il Tarantino. Delimitata dai corsi dell'Ofanto e del Fortore, la Daunia corrisponde all'incirca alla provincia di Foggia e produce circa 3.000.000 di ettolitri di vino con vigneti installati in pianura, in collina e in montagna interna. Nonostante il suo forte sviluppo industriale, la Terra di Bari resta, per fortuna una regione tipicamente agricola, che dà ottima uva da vino, prodotti ortofrutticoli, olive e mandorle in abbondanza. Da 45.000 ettari di vigneto si ottengono circa 1.500.000 ettolitri di vino. II terzo nucleo della vitivinicoltura pugliese è accentrato intorno alla Murgia ionica e alla Murgia tarantina. Fa capo alle rinomate produzioni di Locorotondo e Martina Franca, ridenti cittadine allietate dal biancore dei trulli che fanno da quinta ai filari turgidi di grappoli. Dalla cosiddetta "soglia messapica", corrispondente all'ultima ondulazione delle Murge, il Salento chiama a gran voce gli amanti dei vini genuini; qui hanno il predominio le uve rosse, capeggiate dal vitigno Negroamaro e dalla Malvasia nera. E' questa la zona tipica dei vini rossi e dei rosati, quali il Salice Salentino, il Matino, il Copertino e lo Squinzano. Con il riconoscimento della DOC Galatina (bianco, Chardonnay, rosato, rosso, Negroamaro, anche riserva e novello) le denominazioni pugliesi sono diventate 25, diversificate in un'ottantina di vini diversi: un autentico gotha enologico, al solito poco capito e poco conosciuto. Nel 2010 Il Primitivo di Manduria Dolce Naturale conquista la prima DOCG della Puglia.
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