La competitività lombarda nel campo vitivinicolo è dimostrata da 3 DOCG (Franciacorta, Valtellina superiore e Valtellina Sfurzat) e da 15 DOC, sotto il cui "cappello" vi sono ben 84 sottodenominazioni di vini diversi. Dotazione abbondante, dunque, per una regione così popolosa e fortemente industrializzata, dove la superficie agricola è stata progressivamente ridotta, specie nel corso dell'ultimo secolo.
La coltura della vite vi occupa 26.329 ettari, tutti a vigne specializzate, mentre la promiscuità con altre coltivazioni è praticamente sparita. Circa il 70% dei vigneti e situato in zone collinari, il 18% ubicato in montagna, specie in Valtellina, e il resto in zone lievemente ondulate.
Per le province di Bergamo, Brescia e Mantova, le zone di produzione delle uve sono ubicate in corrispondenza degli anfiteatri morenici dei laghi di Garda e d'Iseo e della costiera a mezzogiorno delle Prealpi orientali della Lombardia, laddove i rilievi prealpini lambiscono la fertile pianura padana. Naturalmente, i laghi di Garda e d'Iseo, con le loro grandi masse d'acqua, esercitano una funzione benefica sul clima e favoriscono grandemente le colture, anche se la vite resiste bene al rigori dell'inverno, non mai troppo rigido, salvo rarissime eccezioni.
La produzione di uva, nelle buone annate, è di circa 2.000.000 di quintali, che con la trasformazione diventano 1.500.000 ettolitri di vino o poco più. Il vino prodotto non trova ostacoli per la collocazione, come avviene in altre regioni. In gran parte viene assorbito dal mercato regionale interno, il resto è avviato verso altre regioni oppure destinato all'esportazione. La maggioranza del vino lombardo è pregiato, il rimanente rientra nel novero dei buoni vini da tavola, senza grandi pretese.
Meritano un cenno particolare i vigneti della Valtellina, situati in splendide posizioni sulle balze Retiche. Arroccati su esili terrazze ricavate sui pendii rocciosi, essi costituiscono una delle piu fulgide gemme della viticoltura montana e sono citati in tutti i trattati per la loro originalità e per le fatiche che sono costate al vignaioli valtellinesi per mantenerli agibili e produttivi.
Si estendono, nel susseguirsi di una larga teoria di muretti a secco che risalgono la "costiera" esposta a mezzogiorno, fino ad altezze di 600-800 metri sul livello del mare. Il superbo panorama viticolo inizia a Castione Andevenno, circonda Sondrio, passa da Ponte Valtellina, Chiuro, Teglio, Bianzone e arriva fino a Tirano, per una lunghezza di oltre 40 chilometri, offrendo un saggio di alta civiltà agraria e di bonifica del territorio montano. Sono ancora, in pratica, i vigneti dell'antica Rezia insediati in epoca romana.
In Valtellina, l'uva predominante è la Chiavennasca, che deriva dal classico vitigno piemontese Nebbiolo e costituisce la base di duttili vini a denominazione d'origine controllata prodotti nella zona. Altre uve caratteristiche locali sono la Pignola, la Rossola e la Brugnola. Recentemente, sono state migliorate le qualità delle uve e gran parte degili impianti rinnovati o consolidati per resistere alle erosioni provocate dagli agenti atmosferici. La vite è per lo più allevata con il sistema Guyot singolo o multiplo, che si è dimostrato il più idoneo all'ambiente. Ancora il Guyot predomina nella zona dell'Oltrepo Pavese, mentre la potatura a Syivoz caratterizza i vigneti del Bresciano e del Bergamasco, dove peraltro sussiste anche la "pergola", simile a quella ampiamente usata nel Trentino. Nell'anfiteatro morenico del Garda e in auge il sistema della "spalliera".
Fra le varietà di uve a frutto rosso, l'uva Barbera è sempre molto diffusa nell'Oltrepo Pavese e vanta una buona presenza anche nel Bresciano. E' invecc assente nel Bergamasco e nel Mantovano, dove è ben insediato il Merlot. Questo vitigno, assieme al Cabernet Sauvignon, dà origine al Valcalepio rosso.
Notevole importanza hanno assunto in Lombardia i Pinot, forse le specie più pregevoli nel campo delle uve da vino, originari della Francia e ai quali si deve quasi tutta la produzione nel campo degli spumanti. Il Pinot nero e il Pinot grigio, molto ben ambientati e diffusi nel cuore dell'Oltrepo Pavese e della Franciacorta, sono vinificati per lo più in bianco, cioè in assenza di bucce, e pertanto danno origine a vini base bianchi che vengono successivamente quasi tutti spumantizzati. Il Pinot bianco lombardo presenta particolari doti di finezza e di razza, avendo conservato, in gran parte, le caratteristiche delle uve antenate francesi. I Pinot sono scarsamente produttivi e per coltivarli bisogna pensare maggiormente alla qualità a scapito della quantità.
Vitigno caratteristico dell'Oltrepo Pavese e il Bonarda, che sembra abbia origini piemontesi.
Se vinificato in purezza, dà origine al vino omonimo oppure si abbina egregiamente con il Barbera di cui costituisce un naturale completamento. Un vitigno a frutto nero tipicamente bresciano è invece il Groppello, coltivato in Valtenesi sulle balze collinari che circondano la parte sud-ovest dei lago di Garda.
Il Trebbiano di Lugana e il Tocai friulano sono i vitigni che caratterizzana la parte dei Garda che fa capo a Desenzano e Sirmione. Qui si producono il Lugana e il Tocai di San Martino della Battaglia.
Altri interessantissimi vitigni a frutto bianco li troviamo nell'Oltrepo Pavese e sono il Cortese, il Riesling italico e il Moscato, nonchè il pregiato Muller Thurgau.
Degustazione e prezzi vini lombardi
I vini Lombardi che appartengono alle DOC Valtellina, Valcalepio, San Colombano e Oltrepò Pavese, è presente un DOCG per i Valtellina Superiore conosciuti con i nomi delle rispettive zone di produzione Sassella, Inferno, Grumello e Valgella, la prossima DOCG premierà lo Sforzato. La zona dell'Oltrepò Pavese con i vini DOC suddivisi in bianchi fermi, spumanti metodo Charmat e metodo classico, rosati, rossi briosi e rossi da invecchiamento tra cui: Rosato, Rosso, Barbera, Bonarda, Buttafuoco, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero in rosso o in bianco, Pinot Grigio, Sangue di Giuda, Pinot Nero Rosato, Chardonnay, Cortese, Malvasia, Moscato liquoroso o passito, Riesling italico o renano. Ci sono vini per tutti i gusti e gli abbinamenti anche IGT come Terrazze Retiche di Sondrio, Collina del Milanese, Bergamasca. Il San Colombano DOC prodotto a San Colombano al Lambro è un classico vino rosso brioso da giovane, di buona struttura se invecchiato, da bere subito o entro 4 anni. Prezzi sotto i 5 € o al massimo 10 €, Abbinamenti: piatti sostanziosi della tradizione lombarda. Produttore Antonio Panigada. Tra i vini mantovani il Lambrusco Mantovano DOC vino fruttato di lampone e floreale di viola, frizzante. Abbinamenti: eccelle secco sui piatti a base di maiale, da provare nel brodo degli agnolotti. Costo sotto i 5 €. Il San Martino della Battaglia DOC vino bianco leggero, floreale e vegetale, il San Martino della Battaglia Liquoroso è vino da dessert intenso e dolce, con sentori di frutta secca e miele. I vini prodotti nel territorio gardesano sono il Garda Classico DOC Bianco secco e nervoso, acidulo. Il Garda Classico DOC Rosso e Superiore di buona struttura, sapido e persistente, si fa speziato con l'età. Garda Classico DOC Groppello anche Riserva vellutato e morbido, nel tipo Riserva offre sensazioni complesse ed evolute. Altro vino bresciano il Botticino DOC un gradevole rosso equilibrato tra sapore e freschezza. Il Botticino DOC Riserva ricco e strutturato, etereo, con sentori di fiori secchi, senza eccessi tannici. Altri vini Cellatica Superiore DOC, Capriano del Colle DOC Trebbiano, Capriano del Colle DOC Rosso e Riserva.